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giovedì, 06 dicembre 2007

Welcome to Miami, bienvenidos a Miami

In aereoporto appena scendi un messaggio dice "welcome to miami and its beaches -  bienvenidos a miami y sus playas" poi c'ט un ritratto di george bush e un albero addobbato. Saranno pazzi?
Le palme in citta e lungo mare sono piene di lucine colorate, sembrano quelle di palermo dopo un giretto in un quadro di Schifano. MMMM non mi convincono molto. Saranno pazzi?
Il nostro allestitore ha i capelli corti e maculati come una poltrona di dolce e gabbana e dice sempre Gotcha gotcha. Sarà pazzo? Ma ha questa fottuta visione ottimista delle cose.
E SUV, solo suv dappertutto.
Appena torno troviamo un modo per trapassare al nuovo anno senza fare troppo caso al week end del 25.
Torno?
 
postato da: 001 alle ore 09:50 | link | commenti
categorie: mare, viaggi, cultura, arte, lavoro, amicizia, natale, 2007
venerdì, 16 novembre 2007

Quel tale che scrive sul giornale

Io vorrei solo che Carlo* Bonini, giornalista di Repubblica e autore di questo articolo, mi spiegasse cosa intende esattamente con l'espressione in corsivo (mio) qui di seguito:
"Sull'altra corsia, nella stazione di servizio che fa specchio a Badia al Pino, l'agente Spaccarotella, richiamato dal rumore e dalle grida, intercetta la sequenza mentre sta controllando i documenti di tre ragazzi sorpresi in possesso di coltelli. Non sono tifosi, ma frequentatori di centri sociali [...]".
Come si caratterizza un frequentatore di centri sociali? Sta scritto sulla loro carta d'identità? C'è una tessera punti che dopo tot ingressi ti conferisce lo status? Ci si risponde a che fai nella vita?
Le categorizzazioni e le etichette e le generalizzazioni (nelle quali i nostri mezzi di informazioni sguazzano) servono solo a fomentare una tristissima guerra tra poveri. Tra lobby di poveri.
I tifosi. I poliziotti. I frequentatori di centri sociali.
Perchè se una mattina ci svegliassimo e ci rendessimo conto di essere tutti prima di tutto uomini, e tutti disgraziatamente disgraziati uguali, allora magari potremmo immaginare che ci stanno prendendo in giro, tutti nello stesso modo, e forse potremmo anche pensare di fare una rivoluzione. E poi sono cazzi.

*update, avevo ciccato il nome, sorry.






postato da: 003 alle ore 18:14 | link | commenti (2)
categorie: politica, calcio, internet, polemica, domanda, attualità, 2007
lunedì, 12 novembre 2007

Tutto il calcio minuto per minuto

Dentro un'aria tagliente a vetrini di un pomeriggio nudo
la radio dietro alle persiane e tutto il calcio, minuto per minuto...

Stop alle sigarette. Stop alla vendita dell'alcool dopo le due del mattino. Mi chiedo solo perchè, nel Paese del proibizionismo e dei divieti che spesso lasciano davvero il tempo che trovano, non si possa definitivamente smettere di legalizzare una guerriglia urbana incivile e indecente ogni weekend che dio manda al mondo. Perchè continuare a esasperare ostilità, disprezzo e violenza di un branco di invasati che nulla ha a che vedere con lo sport, la passione, l'onesta competizione agonistica.
Basta spendere i soldi dei contribuenti per pagare uomini delle forze dell'ordine che potrebbero essere impiegati in un modo ben più proficuo che per giocare a guardie e ladri in tenuta antisommossa.

Che poi, ci scappa pure il morto.
(Per quanto io creda fermamente, per questo specifico episodio, all'assurda casualità della vita.)

venerdì, 09 novembre 2007

Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere.

Sognare è necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà.

Per me è uno dei principi della vita.

Ayrton Senna (pilota F1)

postato da: 006 alle ore 10:01 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, semplicità
lunedì, 08 ottobre 2007

Consigli di lettura

reginaRegina
Giancarlo Pastore
Bompiani, 2007
12 €

"Chi eri veramente, mamma?"
Una madre, un figlio, un mistero, una grande storia d'amore

Dove va Regina quando esce di casa? E perchè si fa chiamare così? Cosa c'è di vero nelle storie fantastiche che si inventa per dare un senso alle sue assenze? Non c'è modo di saperlo per suo figlio Jacopo, perchè Regina parla solo la lingua ambigua e immaginaria dei racconti che si inventa. Così l'infanzia di Jacopo scorre senza risposte, con una nonna analfabeta e primitiva e una madre inafferrabile, fino a quando una videocassetta gli finisce tra le mani e il segreto tanto ben custodito si spezza. Il mondo di Regina, però, anzichè chiarirsi si fa ancora più oscuro perchè lei, la guardiana dei misteri, muore suicida. E' a questo punto che il romanzo inizia, da quando il giovane protagonista deve cominciare a capire in cosa consiste, realmente, la sua eredità. Per riuscirci, Jacopo dovrà affrontare, privo di ogni mezzo tranne l'immaginazione, una serie di prove, a partire dal confronto con il mondo dei film hard a cui sua madre apparteneva. Ad accompagnarlo in questo viaggio, che si pone al tempo stesso come ritorno a casa e uscita necessaria dai reami dell'infanzia, una spia in missione speciale, una pantera in fuga, apparizioni di vampiri, e altre architetture notturne. Mentre la figura di Regina lentamente riappare, rischiarata da una nuova e più limpida luce, che ne sarà di Jacopo al termine di questa insolita, personalissima indagine?

postato da: 003 alle ore 12:20 | link | commenti (2)
categorie: pensieri, cultura, riflessioni, libri, arte, amicizia, passato, torino, attualità, 2007
giovedì, 04 ottobre 2007

postato da: 003 alle ore 14:20 | link | commenti (2)
categorie:
martedì, 02 ottobre 2007

La valigia sul letto è quella di un lungo viaggio

Ci sono momenti della vita nei quali il silenzio è d'obbligo. Nei quali è necessario ascoltare il rumore di fondo anziché blaterare per sovrastarlo a tutti i costi.

Chiudo in un cassetto la notte che scende sull'autostrada deserta, i biscotti al cioccolato e i litri di cocacola per tenerci svegli. La birra e il succo di frutta e i tramezzini a mezzanotte nel chioschetto di Piramide. Il sole devastante della Sicilia sulla statale 151. Il mare che ingoia nell'abbraccio dello Zingaro. La granita mora e panna montata appena sveglia. La salita in bicicletta controvento sullo sterrato di Favignana. I sogni di una Noto di mezza estate. Il tonno al forno in crosta di pistacchio e sesamo. Le stellate del parcheggio di San Vito sotto le quali ci tenevamo per mano camminando a testa in su. Il molo di Trapani e Il cielo su Torino sparata a palla dai ragazzi veneti, e fu subito grigio piombo. La spiaggia infinita di Isola delle Correnti e la nostra pelle brasata dal sole e dal vento. E poi la moussaka e lo tzatziki e l'insalata greca. Le colazioni dei campioni all'Agonia: yougurt, miele, nutella, marmellata e uova sode. I bagni notturni in piscina completamente ubriachi. Iamas! Il triathlon della gita sul veliero. La caldera al tramonto. Gli amis tuta pulpa e le canzoni a squarciagola sugli scooter e Alexander e Lollo e le otto grappe che non ho digerito. L'atmosfera adolescenziale da gita scolastica che carica le vene come molle impazzite.

Adesso è ora di ricominciare.
Adesso, perchè il rumore di fondo è diventato un ronzio metallico e fastidioso.




postato da: 003 alle ore 13:28 | link | commenti (6)
categorie: mare, viaggi, ricordi, vacanze, roma, cucina, amicizia, passato, alcool, semplicità, sbronze, 2007
martedì, 31 luglio 2007

La vida me la como en salsa picante

Mi basta solo sfrecciare in bici verso casa, i pori non sono solo per gli umori liquidi. Traspirano le emozioni: il sale e lo zucchero di luglio. Svelati nell'aria sono pronta per l'acqua fredda e quattro passi di danza. Nella doccia.
postato da: 001 alle ore 14:54 | link | commenti (2)
categorie:
martedì, 29 maggio 2007

Frangetta Torino

Accumulo libri
vado allo Spazio 211
vado ai ai concerti all'Hiroshima
vivo sui Murazzi
vivo al quadrilatero
voglio un loft
compro i Taschen
faccio lo Ied
faccio lo IAAD
faccio interaction design
facevo la Holden di Baricco
me ne andrò da Torino
farò l'Erasmus a Berlino
facevo la cameriera
faccio la barista anzi no la barman
faccio la Vj
organizzo feste
mi metto gli occhiali grossi
mi tolgo gli occhiali grossi
faccio la grafica
faccio la gran-fica
faccio tante foto in digitale
ho il macintosh
vado alle feste di MTV
che bravo Kounellis
che bravo Michelangelo Pistoletto
che bella la mostra sulla street art
le pins
io aderisco
guardami guardami sto appoggiata al muro
bevo solo la birra e il cuba libre
sono una tipa complicata
uuuuuuh se sono complicata
almeno due concerti al mese
quanto mi diverto
l'aperitivo alla Drogheria
la cena al Freevolo
il ballo da Giancarlo
le mie amiche sono troppo delle pazze
sono una indie rocker
sono una neo dandy
sono indigente
ho la frangetta
ho le paperine
ho le sneacker
ho la gonna a palloncino
ho il caschetto alla Amelie
sono estroversa
sono introversa
non mi piace il cazzo
per carità vai via con quel cazzo
di te non me ne frega un cazzo
chattiamo su messenger
ho una pagina su MySpace
diventa mio amico su MySpace
ti faccio vedere le foto del mio gatto
metto le foto su Flicker
diventa mio amico su Flicker
ti mando una canzone troppo bella
faccio la spesa a Eataly
mi vesto vintage al Balon
minchia che flash
facciamoci una canna al Valentino
la barella no è da cabinotti
non mi interessano i ragazzi con la macchina bella
a me piacciono le moto vecchie
a me piace il furgone della Volkswagen
che bello il salone del gusto
che bello il salone del libro
che belle le notti bianche
quanta creatività
che bella Artissima e le feste di Label
i miei migliori amici sono gay
vado al festival del cinema gay
vado al festival del cinema
vado al festival
vado
ho Fastweb
ho l'iPod
ho la Mini
vado a ballare a Milano
non mi piace il cinema americano
è troppo commerciale
i miei genitori non mi capiscono
mio papà mi dice solo porco ...
mi spezzo la schiena per farti studiare
studia cretina
che io non ho potuto

(courtesy l'Arki @ photocrossing.org)
postato da: 001 alle ore 10:54 | link | commenti (12)
categorie: musica, moda, amicizia, torino, attualità, murazzi
domenica, 27 maggio 2007

Basta poco - l'essenza e l'assenza

[...]
d'altronde è questa qui
la realtà di questa vita
ci si guarda solo fuori
ci si accontenta delle impressioni
ci si fotte allegramente come se fosse niente

e tanto il mondo rotola
e il mare sempre luccica
e nell'aria è già domenica
e forse forse nevica

basta poco per non capire e scappare via
[...]

Vasco Rossi, Basta poco - 2007

postato da: 003 alle ore 14:43 | link | commenti (4)
categorie: pensieri, musica, riflessioni, blog, attualità, semplicità, 2007
martedì, 08 maggio 2007

Niente è per Sempre?

Qualcuno riesce a  spiegarlo all'erpes che ho sul labbro da una settimana?
postato da: 005 alle ore 18:59 | link | commenti (8)
categorie: domanda
sabato, 14 aprile 2007

Niente è per sempre

Non ce l'ha fatta.
Il lampioncino del ponte Milvio al quale gli innamorati dei tempi nostri aggrappavano i loro sogni ha ceduto. Schiacciato dal peso dei lucchetti mocciosi. Divelto dall'onere di custodire quelle ingenue promesse di eternità.
Stonf.

giovedì, 12 aprile 2007

Buon compleanno!

Non ho scovato immagini migliori per brindare con stile alla nostra (ex) bambinella strunà* che sta giustamente e pericolosamente diventando grande (ad esempio, stasera vuole cucinare la sua cena di compleanno tutta sola. Uomo avvisato. A buon intenditor. Eccetera).

yoursign

I festeggiamenti si svolgeranno sabato sera in un ristorante torinese poco noto, piuttosto defilato e molto chic, come si conviene. Atmosfera intima e romantica, musica classica di sottofondo, candele, menu raffinato ma non pretenzioso, signorine bon ton di un certo livello - con filo di perle -, cavalieri in smoking e papillon. 

Io non capisco che diavolo ci troviate da ridere.
 

*   strunà = termine piemontese che indica persona un po' stordita, svalvolata, distratta.
** grazie a Emmebi per la dritta dell'immagine.

giovedì, 05 aprile 2007

Agarra la onda!

Domani sera (venerdì 6 aprile), ore 22.00 circa, sul palco di Hiroshima Mon Amour, i Persiana Jones festeggiano il 1000° concerto. Data l'eccezionalità dell'appuntamento, il live sarà trasmesso in streaming video su www.lastampa.it. Per chi, invece, vuole esserci (perchè esserci è un'altra cosa), ticket 8 euro.
Per i profani, ska core. Dal 1988 (inutile dirvi che mi ricordo i primi concerti, vero?).
Best hit: Tremarella, remake. 

Ecco, proprio a sottolineare la differenza di segnalazioni tra Nostra Maestra di Stile e la skazzona scrivente.

postato da: 003 alle ore 14:08 | link | commenti (2)
categorie: musica, cultura, cazzate, amicizia, internet, torino, alcool, dipendenze, 2007
mercoledì, 04 aprile 2007

La Repubblica-Torino, oggi

A pagina XII, rubrica Giorno & Notte, c'è un bell'articolo sulla mostra che a Milano ha riscosso un enorme successo e che ora arriva a Torino, Palazzo Cavour. Il titolo è questo: NEFER. Moglie, faraona, sacerdotessa. Le donne nell'antico Egitto.

I commenti li lascio a voi!

postato da: 006 alle ore 16:54 | link | commenti (4)
categorie: cultura, milano, cazzate, arte, cucina, pasqua, attualità, 2007

Heartshaped Sicily

Ero ubriaca? No. Ero sotto effetto di stupefacenti? Manco. Pulci? Rogna? No, stavo una crema, alla centoventesima rotonda del mio paesello natio(ESCLUSIVO! alla centocinquanta in regalo 4 candidati sindaco di ForzaItalia e uno dei DS!). Insomma nel pieno delle mie capacità mentali ho borbottato che no, mica facevo gnente sta pasqua e sì ecco potevo andare con mamma e papà al paesello siculo. Manco il tempo di. Dir. Lo. Avevo già in mano un biglietto elettronico per Catania e mio padre che mi saltava al collo entrando in casa:"Che bello!"
"Ehi quanto entusiasmo per il mio nuovo taglio alla BrianMolko, ci stai dentro pà!" "Allora vieni a Pasqua ggiù con noi!" (NonpuoidiredinoNonpuoicambiareidea.) "Ah, enfatti sì" "Brava. Sono così contento".
Io pure, chetticredi.

postato da: 001 alle ore 15:23 | link | commenti (5)
categorie: mare, viaggi, casa, vacanze, famiglia, alcool, sbronze, dipendenze, in quei giorni, 2007
martedì, 03 aprile 2007

First Day Of My Life #Bright Eyes



Il video è bellissimo perché romantico e qua si è parecchio sensibili a ciò che lo è. Le coppie e le loro dinamiche. Mica che ognuna ne vive UNA. Tutti le viviamo TUTTE in sequenza e forse è la cronologia dell'evoluzione dei vari momenti che rende ogni coppia unica. Scappo, mi prendi. Scappi tu, ti prendo. Sto in disparte, vieni qui, mi dici. Stai in disparte: ti salto al collo. Ti butto giù dal divano e poi ti tiro tra le mie braccia. Ti fisso mentre sei pensieroso: voglio entrare nei tuoi occhi e vedere dove arrivano, intanto aspetto. Ti bacio. Prendo i baci. Non sei che in una foto. Sei nel mio grembo. Noi abbiamo un lungo percorso alle spalle. Ne abbiamo uno davanti da calcolare passo a passo. Mischiamo le tappe. Ci sono mille momenti in attesa. Intanto mi metto tra le tue spalle, se posso.

lunedì, 02 aprile 2007

Oscuri angeli in apprensione

È capitato così, per uno scherzo del destino, che a qualche giorno dalla partenza di 005 anche il mio fratellino abbia abbandonato il tetto natio per volare verso Buenos Aires e -speriamo- verso un roseo futuro professionale. E quello sciagurato che fa prima di partire? Tiene una lectio magistralis a mamma e papà per metterli a parte dei segreti di questo oscuro mezzo di comunicazione che è Skype. Poveretto, avrà dovuto partire dall’on/off del case, ma questa è un’altra storia. Insomma, l’altra sera io e il trombettista stavamo serenamente consumando una deliziosa cenetta da me apprestata e Beep! Ci guardiamo. Il tuo cazzo di cellulare, mi dice lui. No, tesoro, sarà il tuo! ribatto io sostenuta. Beep! Che diamine. Sarà il forno, la lavastoviglie, la lavatrice, il timer della caldaia. Qualsiasi cosa produce un fottuto suono, in questa maledetta casa posseduta dalla musica. È il pc, conveniamo. Ed eccoli lì, i miei che mi chiamano da Skype. Ma benedetta donna -mia madre- mi chiami mille volte al giorno, mi martelli di sms. Non è sufficiente? Non è sufficiente. E non soddisfatti, azionano anche la webcam, in modo che la vicinanza sia solida. Il trombettista se la ride sotto i baffi, e passando alle mie spalle butta un occhio al video e “Sembra un video di Bin Laden”, borbotta divertito. Esco dal trance di vedere i miei in tuta da casa dentro al monitor del portatile e li saluto esterrefatta. Ecco l’esempio lampante di un uso improprio delle tecnologie a nostra disposizione.
 
Ed ecco il dialogo surreale che ho appena intrattenuto sulla chat di Skype con mia madre.
Mamma di 003: si buona serata tua Cugina Oggi ha già lavorato allo sportello Non so mettere i punti e le virgole CIAO
003: ma non la vedi la punteggiatura sulla tastiera?
Mamma di 003: ma è sopra e sotto e non so dove schiacciare Imparerò A RICIAO
003: ...

A questo punto, non mi resta che sperare che il vicino di casa a cui scrocco la connessione decida di mettere una password di protezione.
postato da: 003 alle ore 23:48 | link | commenti (2)
categorie: viaggi, casa, famiglia, cazzate, cucina, internet, boyfriends, dipendenze

Come Dio comanda

Reduce da un'altra domenica uggiosa di divano, e questa volta di Ammaniti. Lo so, lo so che Ammaniti non è Moccia e non se ne può parlar male. Lo so, lo so che piace a tutti e che è tradotto in 44 Paesi -sic!- (44 Paesi??? Pensavo non esistessero nemmeno, 44 Paesi). Premessa debita, lessi Ti prendo e ti porto via quando non se ne poteva fare a meno, in una notte, e mi piacque. Con lo stesso slancio comprai e divorai Io non ho paura, e quando lo chiusi decisi che io e Ammaniti avevamo più poco da dirci. Perchè in generale una trama che prende, che fila, che scorre bene - cinematograficamente parlando - non credo sia sufficiente per determinare quello che io considero un buon libro. La buona letteratura è anche stile, è proprietà di linguaggio e sicurezza di parola, è non solo azione ma anche sensazione, poesia, il quid che costituisce valore aggiunto.
Detto ciò, andiamo alla rubrica della critica in 10 punti che - lo so con certezza - tanto vi appassiona:
 
1. Ammaniti è paraculo esattamente quanto Moccia.
2. Come Dio comanda sembra un frullato di tutti gli altri libri di Ammaniti. Personaggi già visti, situazioni che tornano, ambientazioni familiari. Il ragazzino, il padre nazi, il fedifrago, lo scemo del villaggio, il devastato. E ancora, la provincia dimenticata, i furbetti del quartierino, il bosco, il pozzo. Tutto rinviene. E, perdonatemi, come qualcosa di digerito male.
3. Ammaniti sta in fissa con i cellulari, gli essemmesse, le videoriprese. E con la denuncia sociale - finta - della modernità, dei media, della spettacolarizzazione della vita. Ma senza risolverla. Insomma, il cinismo, l'ironia, la critica sono un'altra cosa: questa è un'occhiata che galleggia in superficie, un affresco corale e sociale appena abbozzato.
4. Mal di testa si scrive così. Tre parole staccate. Mal di testa. Le licenze poetiche, Niccolò, lasciamole a Dante.
5. Moccia è pop trash, Ammaniti splatter. Ma lo splatter, Niccolò, lasciamolo a Bukowski. Ché non basta scrivere cazzo o simulare un pompino o descrivere un cranio diviso in due o i resti di cibo ammuffito su un lavandino dentro il quale si piscia per essere splatter. Fa schifo e basta. Gratis.
6. I personaggi sono scaduti. La finta ingenuità è scaduta. Occhei, ci innamoriamo di eroi negativi. O meglio, normali, con un'anima complessa che li rende umani. Ma sono sfigati da morire, per questo ci affezioniamo a loro. A uno muore la figlia. L'altro piglia una scossa da milioni di volt e sta tutto brasato di cervello e schizofrenico nei movimenti. Il nazi è violento e rissoso perchè è evidentemente in debito d'amore. E siccome non siamo di pietra, noi tifiamo per loro. Ma è indotto, questo atteggiamento del lettore. Non naturale. E si basa su quello che sono, in origine, prima della storia.
7. Fiaba o realtà? Perchè di reale non c'è nulla. Niccolò raccontami che esiste una notte con una tempesta così. Che succede che un'insegna di un campeggio sventra un camper mentre due ci stanno passando la loro unica notte d'amore. Che a uno piglia un aneurisma mentre va a salvare l'amico (sollevando un masso da 50 chili). Che uno trova in un fiume in piena le chiavi dell'auto gettate cinque anni prima. E però della fiaba mancano degli elementi costitutivi. Stiamo sempre lì, nulla di risolto, tutto che oscilla.
8. E per continuare, vogliamo dimostrare che Dio esiste? O che Dio non esiste? O che esiste un Dio cattivo che affonda il colpo sugli sfigati? O è il destino, il nostro Dio? O il libero arbitrio? Una risposta, perDio.
9. Ammaniti non finisce le storie. Come in tutto, rimane lì, non risolto. E nemmeno, come dire, te lo puoi ricavare. Può essere tutto o niente, ogni volta ho la sensazione che mi stia dicendo che ci sarà una seconda puntata. Un sequel. Io non capisco, non ci arrivo. Un tot di personaggi scompare in corsa, e la storia finisce per mancanza di attori? E i superstiti? Che succede ai superstiti?
10. L'ammore non esiste. E quando esiste, è breve, effimero, bastardo, cieco, traditore.

ovvero: è di nuovo lunedì.





Si procede con

lo sguardo al futuro

e i piedi saldamente piantati

nelle nuvole.

                 


postato da: 005 alle ore 06:52 | link | commenti (2)
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